Malattia Parodontale II

La parodontite è una malattia della bocca pittosto diffusa e troppo spesso trascurata o mal curata che porta alla perdita dei denti.

Abbiamo parlato, nella prima parte di questa conversazione, di quelle che dovrebbero essere le regole base per comprendere di cosa parliamo quando sentiamo parlare di parodontite.

Ancora oggi visito pazienti che vengono sistematicamente terrorizzati da colleghi che, con una certa leggerezza consegnano al paziente una diagnosi di “Piorrea” dicendo che non c’è niente da fare e deve togliere tutti i denti.

Innanzitutto precisiamo che con il termine “Piorrea” si identifica una condizione clinica nella quale è presente fuoriuscita di pus dalla tasche che si formano tra dente e gengiva. Questa condizione è oggi raramente riscontrata, e molto spesso anche condizioni piuttosto gravi possono essere recuperate. Bisogna ricordare però che nei casi gravi e con perdita di osso diffusa ed uniforme, l’obiettivo terapeutico è quello di stabilizzare il danno non di recuperare il tessuto andato perduto.

Oggi, cercando di semplificare, parliamo di Gengivite, Parodontite Lieve, Parodontite Grave e Parodontite Complicata. Nella Gengivite il danno è solo dei tessuti immediatamente attorno al dente e si ha, dopo le cure, una completa guarigione. Nella parodontite il danno si estende ai tessuti di sostegno, posti più in profondità rispetto alla gengiva, e la terapia inizia ad essere più complessa.

Nella mia esperienza, la maggior parte pazienti che presentano problemi parodontali seri sono tra i 40 ed i 60 anni. Si dividono in tre gruppi:

1) quelli che sono andati sempre dal dentista a fare l’igiene ed ai quali è stato detto che hanno problemi parodontali (ma le gengive continuano a sanguinare ed i problemi parodontali si aggravano nel tempo),

2) quelli che sono stati periodicamente dal dentista ma non gli è stata fatta alcuna diagnosi,

3) quelli che non si sono mai preoccupati troppo della loro bocca.

La maggioranza appartengono al primo gruppo e questo è l’aspetto più triste!

Il problema di fondo sta nel fatto che l’igiene orale è una cosa seria ed il suo scopo principale non è quello di togliere le macchie ma, quello di rimuovere la placca,  il tartaro sopra e sotto gengiva e di fornire il giusto supporto sia tecnico (come si lavano i denti e quali ausili usare), sia motivazionale (capire limiti ed errori ed aiutare ll paziente a superarli).

Lavare i denti è qualcosa che in fondo impariamo un po per emulazione, con un po di informazioni ricevute dai genitori e, a volte dal dentista, ma senza un vero percorso d’apprendimento. Tutte le persone che hanno problemi parodontali, alle quali chiedo come lavano i denti, rispondono quasi tutte che fanno il massimo, lavano 3/4 volte al giorno e che di più non possono fare. Ricordiamo che qualsiasi cosa decidiamo di imparare ha bisogno di un percorso d’apprendimento, di sbagli, di correzioni e di miglioramenti.

In fondo lavare i denti non è difficile, dalla vostra prossima volta cercate di fare tre cose facili facili che vi suggerisco:

  1. guardatevi sempre allo specchio e mantenete la muscolatura rilassata, non dovete scoprire i denti ma dovete lasciare tutto lo spazio libero per il movimento dello spazzolino
  2. muovete lo spazzolino lentamente, la forza non serve per lavare i denti, non c’è niente che deve essere “spazzolato via”. In bocca ci sono solo sostanze rammollite dagli enzimi salivari che assumono una consistenza adesiva. Più usate la forza più consumate e più la muscolatura si contrae limitando il movimento dello spazzolino.
  3. Pensate a quello che state facendo! Questo è il vero segreto. Il lavaggio dei denti non dovrebbe, in mani esperte, durare meno di 2,5/3 min, durante questo tempo bisogna essere concentrati su ciò che stiamo facendo pensando a cosa dove e come stiamo lavando. Qualsiasi attività, per farla bene necessita di attenzione e concentrazione, sia se studiamo, lavoriamo, cuciniamo o rammendiamo, anche per l’igiene orale è così. Non dimenticate che i denti vanno lavati sempre la sera prima di andare a letto:

 

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